Il racconto di un papà in difficoltà nel gestire il figlio di 5 anni chenon ubbidisce, creadisordinequando gioca enon pone attenzionea cose e persone intorno a lui, mi sembra uno spunto interessante per parlare dicome comportarsi coi figli che fanno i capricci o in genere che provocano i genitori.
Le strade della crescita
Come genitori sappiamo bene quanto sia facileperdere la pazienzacoi nostri figli. La loro infinitacuriosità, il desiderio disfidarci, la ricerca dell’autonomia, lapigriziaquando non si tratta di gioco, sono solo alcune possibilità. I modi per mettere alla prova la nostra pazienza e la nostra autorità sono i più disparati. Si tratta, tuttavia, di percorsi naturali e necessari per la loro crescita. Ed è proprio su questi due aspetti che si gioca la nostra capacità di influenza e quindi la nostraautorevolezza.
Le minacce e l’esercizio del potere non servono
Il padre in questione, dopo aver tentato diverse possibilità arriva allaminacciache pensa possa servire: “Se continui così, lo dico alla mamma quando torna!”. In questo atteggiamento osservo diversi aspetti che a mio avviso non aiutano né il rapporto padre-figlio né facilitano la gestione della situazione critica. L’uso della minaccia(“se non fai questo allora sarò costretto a fare quest’altro..”) esprime unarelazione fondata sul potere e quindi autoritaria. Il messaggio che arriva al figlio è: “io sono tuo padre, quindi decido io e non tu!”. Se nel breve può anche funzionare, nel lungo termine larelazione si deteriora perché il figlio non si sente libero di decidere. In aggiunta, rimandare la gestione della crisi al momento in cui ci sarà la madre di fatto esprime un senso di impotenza. Ilmessaggio è quindi autoritario e nello stesso momento privo di autorevolezza.
Dal controllare il figlio al controllare l’interazione
I capricci, le resistenze, il disordine sono tutti atteggiamenti normali per la crescita dei bambini. Sono anche prove per noi genitori nelmostrare autocontrollo e non farsi prendere dalle emozioni, occasioni utili per insegnare a controllare l’emotività. Uscire dalla logica delloscontro di potere,poi, consente di creare unarelazione basata sull’autorevolezza, sull’amore, sulla fiducia, risorse che stimolano la crescita del bambino in modo sano. Al posto delle minacce, quindi, è meglio tentare approcci alternativi percontrollare l’interazione e non il bambino.
Essere creativi paga sempre
Ecco allora la possibilità di ricorrere algioco, alla creatività, alla sfida, all’umorismo, alla gentilezza. Se ad esempio tuo figlio non vuole sistemare i giochi dopo averli usati, prova a trasformare il riordino in un gioco magari da fare insieme. Oppure puoi sfidarlo in una gara per vedere chi mette in ordine più giochi. Piuttosto che urlare ed imprecare prova ad essere gentile e a chiedergli si fare altrettanto perché sai che lo può fare. Come vedii capricci, nonostante la fatica che comportano, possono diventare occasione di crescita per piccoli e grandi.






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