E’ la moda del momento: la faceapp challenge. Sui social impazzano le foto di VIP, attori, personaggi più o meno famosi, ma anche di noi comuni mortali che proviamo a dare una sbirciatina a come potremmo apparire in un prossimo futuro. E questo grazie all’intelligenza artificiale messaci a disposizione da FaceApp.

Solo minacce alla privacy?

Al di là delle solite polemiche sulle minacce alla privacy della tecnologia ed in particolare delle app, a mio avviso di scarsa utilità nel momento in cui abbiamo deciso di mostrare e condividere le nostre vite e pensieri sui social network, quello che colpisce la mia attenzione è cercare di capire cosa rende così attraente questa possibilità.

Se penso a me che provo ad applicare un filtro età alla mia foto, quello che noto è la curiosità di vedere rappresentato me o mia moglie tra 20 o 30 anni, di immaginare se la foto elaborata da un algoritmo possa rappresentarci in maniera realistica magari confrontando la nuova foto con le immagini o i ricordi dei nostri genitori per trovare somiglianze e conferme.

Un futuro diverso, raccontato dal tempo

In effetti è un proiettarsi nel futuro, un futuro a mio avviso molto particolare. Non si tratta di immaginarsi belli, con le forme e i muscoli giusti, ricchi, di successo, come potrebbe fare un semplice fotoritocco, ma di apparire semplicemente invecchiati. Noi per quello che siamo adesso, trasposti nel futuro con i segni del tempo.

A mio avviso una bella sensazione di accettazione di sé, di quello che inevitabilmente saremo per il solo fatto che il tempo trascorrerà a prescindere da quello che faremo o diventeremo. Un modo delicato, ricco di affidamento alla saggezza della vita e ai segni del tempo, per ricordarci che non è la meta che conta ma il viaggio.

Un motivo in più per fermarti, provare a fare il punto sul tuo percorso di vita ed operare quelle scelte che senti tue e necessarie per vivere con soddisfazione e gratitudine.